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CHIESA MADRE E CAMPANILE

 
  • Chiesa Madre
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Chiesa Madre

Con il suo prospetto principale sulla piazza Matrice, la costruzione crea un isolato ai margini del sistema urbano, del quale rappresenta tuttavia un elemento di frattura. La chiesa fronteggia il proprio campanile, distaccato da essa fu costruito nel 1290 durante la guerra del Vespro come torre d'avvistamento fortificata. Insieme, i due corpi delimitano due dei lati del sagrato, che insiste su un piano rialzato, legato per mezzo di una gradinata alla strada che corre lungo le mura. Tutto il sistema dello spazio, ricco e ben strutturato, regala monumentalità al complesso. L’ inizio dei lavori risalgono al 1314, per volere di Federico III d’Aragona, fu dedicata alla Vergine Assunta. Il pronao, detto Gibbena (da Age Bene, comportati bene), fu aggiunto nel 1426 per i penitenti: di tipo chiaramontano ad ogiva, è decorato a denti di sega e presenta in alto un rosone posto al centro della facciata e affiancato da due piccoli rosoni ciechi. Come quasi tutti i campanili di Erice manca di una vera e propria cella campanaria. Le tre sale voltate a botte, furono carcere del foro ecclesiastico, per cui l'originaria scala di centodieci gradini che vi si sviluppava all'interno fu sostituita prima da tre scale a pioli e poi da scale a chiocciola.  La facciata è di tipo a capanna con la navata centrale che sormonta le laterali e le cappelle laterali poste più in basso, mentre ciascuno dei suoi angoli è evidenziato da acroteri a forma piramidale. La prima trasformazione dell'interno degna di nota avvenne nella parte sinistra, all'inizio del XIV secolo, con l'aggiunta di cappelle coperte probabilmente da volte a crociera costolonate, come quella del pronao. Per il "Cappellone" di questa nuova ala, terminato nel 1568, venne adottata una soluzione allora corrente in Sicilia occidentale: pianta quadrata con copertura a cupola raccordata da angolari a cuffia.

L'icona marmorea che riveste l'abside risale al 1533 ed è attribuita allo scultore G. Mancino, mentre le dieci colonne, che originariamente erano quadrate a guisa di pilastri, furono trasformate in forma rotonda con capitelli d'ordine composito.

Rovesciatasi una colonna nel 1857, furono avviati i restauri con l'intero svuotamento dell'interno della chiesa. Dell'antica struttura trecentesca oggi restano la parte centrale del muro frontale ed il portale di stile chiaramontano quasi identico a quello dell'Annunziata di Trapani.

Nonostante le aggiunte ed i vari ripristini, la chiesa è caratterizzata dal contrasto tra il suo aspetto originario esterno ben conservato e l'interno in stile neogotico, con decorazioni eclettiche in stucco che vestono le volte con motivi a traforo di gusto nordico.

Numero tappa 2

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