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LA COLOMBAIA

 
Colombaia

Il complesso sorge su un’isoletta originariamente denominata “Peliade” per la sua forma insolita e per i piccoli e numerosi scogli che la circondano e rappresentano una valida difesa naturale per il porto di Trapani. L’isoletta venne scelta nel 260 a. C. circa da Amilcare Barca per costruire una torre ed una caserma militare, primo nucleo di tutta la fortezza. Circa un secolo dopo i Romani si mossero alla conquista del baluardo cartaginese, mentre tra alterne vicende riuscirono vittoriosi i Cartaginesi. Secondo una fantasiosa leggenda il forte abbandonato divenne rifugio per le colombe, donde la sua attuale denominazione.

 Nel 1360 la Colombaia ospitò per tre giorni la Regina Costanza venuta dalla Catalogna, nel secolo successivo il Re Martino la ampliò facendo costruire un pontile per permettere alla sua sposa Maria lo sbarco sull’isola.  Nel 1586 il Castello fu oggetto di ulteriori interventi ad opera di Camillo Camilliani, sotto il regno di Filippo I di Sicilia. Le ultime trasformazioni risalgono al XVII secolo per volontà del Principe di Ligny, quando la Sicilia si trovò esposta al pericolo di un’invasione turca. Adibita a carcere nel 1849, cessò di essere un austero penitenziario nel 1965.

Il castello della Colombaia ha impianto planimetrico irregolare ed è composta da una torre ottagonale emergente su un bastione a punta ed una fortezza ellissoidale. La struttura portante è in pietra calcarea di varie dimensioni, unitamente ad elementi in calacarenite. Diverse rampe di scale poste soprattutto nelle corti interne permettono i collegamenti tra i vari livelli, mentre all’esterno una scala unica e ad ampia rampa permette l’accesso alla fortezza. La maggior parte dei vani del primo e del secondo livello presenta volte a botte, mentre i solai intermedi hanno travi in legno, sulla cui orditura in listelli poggiano segati di tufo. Mentre l’ultimo livello della torre è coperto da una volta stellare costolonata, il bastione e la fortezza ellissoidale sono coperti da terrazze piane in parte praticabili. L’asimmetria, l’irregolarità e la monumentalità dei prospetti del complesso esprimono immancabilmente gli interventi modificativi subiti dal castello nei secoli.

Numero tappa 32

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