Dove si trova

MAPPA DELLA PROVINCIA

Organizza la tua vacanza

 archeologia
 arte e cultura
 mare
 monumenti e musei
 natura
 piatti e prodotti tipici
 sport e benessere
 tradizione e religione

Mobile

Visita la versione mobile del portale ottimizzata per iPhone e Android

Twitter

Seguici anche su Twitter
Lascia un feedback per questo contenuto

PALAZZO CIAMBRA-GIUDECCA

 
Palazzo Ciambra - Giudecca

L’edificio, attribuito alla nobile famiglia Ciambra, sembra risalire al ‘500. Si narra che venne costruito nell’ex ghetto ebraico nei pressi della Sinagoga, quartiere solcato da un fitto tessuto viario. Destinato sin dalla sua costruzione ad abitazione nobiliare, progressivamente venne arricchito con l’opera mercenaria di maestranze non solo locali, ma anche spagnole.

La Torre, originariamente al centro della facciata e simbolo di grandezza della famiglia Ciambra, probabilmente in seguito ad una demolizione avvenuta nel secolo scorso oggi risulta ubicata sull’estremità est dello stesso prospetto. L’edificio,a pianta rettangolare e due fronti liberi, si sviluppa su due livelli, che diventano quattro nella torre; dei due fronti quello principale è rivolto a nord, con la sua facciata ricca di elementi architettonici di pregevole disegno e fattura, malgrado nella sua composizione risulti confusa e disordinata. Manca per esempio un allineamento tra finestre e portali sottostanti; le modanature e le cornici delle finestrature presentano caratteristiche architettoniche diverse; un arco strutturale al piano terra si confonde col davanzale di una finestra tompagnata; la torre bugnata a punta di diamante con ricorsi lisci alternati, presenta quattro ordini con finiture diverse e non è complanare al resto del palazzo, mentre presenta una finestra con bifora sul quarto ordine, e cornice aggettante di coronamento con mensole ed archetti circonflessi trilobati di stampo spagnolo. Lo splendido palazzo, che oggi versa in un pessimo stato di conservazione, fu acquistato nel 1901 dal sindaco Eugenio Scio per conto del Comune di Trapani attraverso un fondo ministeriale concesso dall’onorevole Nunzio Nasi, allora Ministro della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra il Comune di Trapani cedette l’immobile ai proprietari di una tipografia locale per ripianare i debiti contratti durante il periodo bellico.

Numero tappa 22

Vedi comune di appartenenza